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Scuola di disegno

Negli anni '20 la gioventù di Colugna e dei Rizzi è alla ricerca di inserirsi nel mondo del lavoro e nei mestieri dei padri generalmente occupati in attività artigianali, in funzione alle richieste che venivano dai consumi della vicina città.
Anche i piccoli proprietari contadini molto spesso si dedicavano all'artigianato. Gli operai erano numerosi nel comparto dell'edilizia, molto sviluppato nell'opera di ricostruzione del dopo guerra, ma non mancavano gli operai della metallurgia occupati o presso le Officine Bertoli di Molin Nuovo e piú spesso alle Ferriere di Udine. Numerose erano anche le operaie impiegate come cotoniere nei due stabilimenti del Cotonificio Udinese, ma come abbiamo già rilevato molti erano i lavoratori autonomi: sarti, falegnami, meccanici, battirame, cestai, calzolai, tessitori, tintori, seggiolai, maniscalchi.
Per andare incontro alle esigenze dei giovani Luigi Bon nel 1923 chiamava a Colugna un attivo geometra e insegnante di disegno di Udine, Giovanni Moro perché desse l'avvio ad una scuola professionale di disegno, assieme all'insegnante Leopoldo Stefanutti.
Nell'insegnamento c'erano anche nozioni di cultura generale per apprendisti e per maestranze, si preparavano i giovani non solo al disegno, ma anche alla gestione contabile aziendale.
La quota di ammissione e di frequenza era di lire dieci annue, ma poi si è anche arrivati a molte ammissioni alla scuola a titolo gratuito. Da un primo avvio di ventidue allievi, si giunse dopo due anni alla direzione di un perito locale, Giobatta Taddio, il quale riuscì a portare la scuola a settanta-cento allievi tanto da dover trasferirsi nel 1930 dalle vecchie scuole elementari alla nuova sede della via del Tram (ora dei Patrioti) nel centro sociale, costruendovi due aule.
Gli insegnanti erano:
Giobatta Taddio: disegno applicato alle professioni, geometria descrittiva, prospettiva, nozioni di tecnologia;
Salvatore Rizzi: disegno elementare, collettivo, geometrico e d'ornato e disegno decorativo;
Pietro Vicario: nozioni di matematica, fisica, chimica elettrotecnica;
Celio Pellarini, cultura generale, computisteria e legislazione fascista;
Silvio Foi: elementi di aritmetica e contabilità artigiana.
Sul modello della scuola di Colugna si sono formate altre scuole in altri paesi della provincia che hanno formato il Consorzio per l'istituzione tecnica di Udine (anno 1923).
La direzione di Taddio ha registrato un vero boom: cinque corsi serali dalle ore 19 alle ore 22 di ogni giorno lavorativo e quattro corsi festivi per le maestranze operaie. In totale 1800 ore di lezioni in un anno scolastico per un centinaio di allievi, che provenivano da tutta la zona di Tavagnacco, dei Rizzi e di Pagnacco. Fra gli allievi ci sono stati anche due giovani che poi sarebbero diventati famosi uomini politici su fronti opposti: Amerigo Clocchiatti di Colugna e Mario Toros di Feletto Umberto. E vi impararono l'arte del disegno anche giovani che diventarono poi ottimi imprenditori come Astante Ciani, Lirussi e Gobessi, Rizzi e Damiani, Tami e Delnin ecc.
La crescente frequenza degli allievi spinse l'Associazione delle Istituzioni a costruire nel 1938 (progetto di Taddio e lavori dell'impresa Bettuzzi) altre due aule e un gabinetto scientifico, sempre nelle adiacenze del teatro.
Durante la guerra 1940-1945 la scuola serale di disegno si trasformò in scuola diurna, limitatamente ai pomeriggi del sabato e della domenica mattina con corsi liberi di istruzione tecnica: alla direzione, scomparso Taddio, ritornò per sette anni Giovanni Moro, divenuto funzionario tecnico del Comune di Udine. In questi anni la scuola costituì una sua filiale nella borgata udinese di Laipacco.
La frequenza ai corsi tendeva a diminuire per il dirottamento dei giovani verso la scuola media. Nel 1956 la scuola di disegno è stata aggregata all'Istituto Professionale di Stato e nel 1962 cambiò indirizzo sviluppando corsi liberi triennali di disegno specializzato per l'edilizia. Il corpo insegnante era composto, via via nel tempo, anche da colugnesi, fra i quali Diego Gobessi, Rizieri Giavon, Ercole Scoziero, Ferruccio Castellani, Giovanni Foi, Liano Zoratti, Vincenzo Messina. La frequenza è stata sino agli anni '60 di una media di trenta allievi all'anno ma poi si ridusse ulteriormente, al punto che nel 1973 venne deciso di chiuderla.
La gioventù locale non dimostrava più interesse per l'artigianato, anche perché si era aperto all'occupazione il terziario nei settori dei servizi e del commercio.

DIRETTORI.- Giovanni Moro (1923), Giobatta Taddio (1926), Giovanni Moro (1942), Salvatore Rizzi (1949), Severino Mizza (1958), Quinto Driussi (1961), Giobatta Ellero e Umberto Sticotti (1962), Vittorino Gregoratto (1965), Pietro Fontanini (1971)